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3 gennaio 2007

30 DICEMBRE 2005 30 DICEMBRE 2006 ------ ANDATA E RITORNO

Siamo un'altra volta quì......e questa volta speriamo di restare seppure dopo il periodo congressuale speriamo di avere la forza di allestire un sito internet da collegare alle informazioni che vi stiamo offrendo attraverso questo blog....
Vi offriremo tutte le tappe del nostro percorso in un anno di vita.
Raccontandovi cosa, dove e perchè abbiamo fatto o detto......qualcosa.....

30 DIC 2006 : Nascono i giovani della margherita in provincia di Catanzaro.

under costruction




permalink | inviato da il 3/1/2007 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

17 settembre 2006

Da il Quotidiano della Calabria del 02 LUGLIO 2006

Antonio Borelli, del movimento giovanile di Dl, riflette sui risvolti politici del delitto Fortugno
«La sfida che la politica ha perso»

La provocazione: «Quanti giovani sono stati candidati nel Pdm?»


COME stanno vivendo, questo momento particolare della Margherita calabrese, con i possibili terribili retroscena al delitto Fortugno, i giovani del partito di Rutelli? Per cercare di capirlo abbiamo incontrato il coordinatore provinciale di Catanzaro della Margherita giovani, Antonio Borelli. Questi rappresenta il movimento che in Calabria è stato costituito per ultimo tra quelli delle altre province e, poi, perché in questo momento, forse, è il gruppo più lucido e meno emotivamente coinvolto nelle vicende della Margherita reggina. Borelli guida un'organizzazione giovane, giovane in tutti i sensi, che è arrivata a coprire i paesi più lontani dalla via S. Nicola della città capoluogo, dov'è la sede del partito, dalla Presila, da Albi, ai confini con le altre province, da Botricello, a nord, fino a Santa Caterina sullo Jonio, a sud.
Un movimento che ha fatto della sua diffusione territoriale, motivo della propria esistenza. Antonio Borelli risponde con la tranquillità di chi ha fatto scuola di partito, menzionando le forze dell'ordine, il superprefetto De Sena e la magistratura, esprimendo compiacimento per l'evoluzione delle indagini. «Io e molti giovani calabresi abbiamo reagito con forza dopo l'omicidio Fortugno, ma pensavo che trovare i fautori di un atto tanto grave quanto barbaro fosse cosa quasi impossibile. Mi sono sbagliato. Certo, tra dire che alla base vi sono dei balordi e pensare che possa entrare una parte della stessa politica, rischiamo noi in primis di forzare nell'opinione pubblica tesi gravi e infondate. Se posso, con affetto, dare un suggerimento alla neodeputata Maria Grazia Laganà, vedova di Franco Fortugno, di un uomo perbene, è quello di continuare a pensare e agire come il marito. Forse è troppo facile dare tali suggerimenti, ma chi ha conosciuto Fortugno, ed in Calabria sono molti, sanno a che modo mi riferisco».
Il coordinatore dei giovani della Margherita, con un trascorso nei giovani popolari all'epoca di Marini coordinatore nazionale, non è rimasto affascinato dalle stanze romane del partito, ma se n'è tornato in Calabria, a Catanzaro, per organizzare il movimento giovanile nella sua città e in tutta la provincia. Una città, Catanzaro dove lo strappo tra il presidente Loiero e la Margherita ha molto pesato, sicuramente pù di ogni altro luogo della regione.
L'amarezza che invade il giovane Antonio Borelli, quando si apre tale argomento, è evidente. «Io, - risponde il giovane esponente politico per esprimere il suo pensiero sul partito dei "dissidenti" e sul nuovo Pdm - Loiero, penso di conoscerlo non benissimo, ma abbastanza da rendermi conto di chi sia. E' un uomo molto scaltro. Lo incontrai la prima volta quando, da giovane popolare nel collegio Catanzaro-Lamezia, lavorai per la vittoria di Donato Veraldi contro lo stesso Loiero, che all'epoca viaggiava nelle fila del Ccd di Casini, e con la Cdl. Sapevamo che era un osso duro, ma la vittoria fu nostra. Quando abbatti un colosso - aggiunge Borelli - impari a conoscerne i punti deboli oltre alla tremenda forza. E un anno fa, come già nel 2001, dopo il suo sbarco tra le fila del centrosinistra del 1998, abbiamo lavorato insieme per una grande vittoria. Ricordo il lavoro fatto da tutta la segreteria della Margherita, da quella calabrese al partito nazionale. Ricordo di aver incontrato la maggior parte dei giovani di Catanzaro, nei posti più diversi, dai locali notturni, ai bar, alle riunioni di carattere meramente politico. Abbiamo fatto un gran lavoro. Lo abbiamo fatto tutti insieme perché era un sogno da raggiungere quello di vincere».
«In politica, come nel calcio, ci sono tanti bravi giocatori, ma sapevamo che indicando Agazio Loiero come candidato presidente, un gol l'avremmo fatto, e magari quello decisivo. Così è stato. A più di un anno di distanza - pronuncia visibilmente scoraggiato - la delusione è tanta. Il sogno è diventato una triste realtà. E' triste vedere uomini che hanno combattuto insieme che si incontrano e abbassano lo sguardo, che non si scambiano neanche un saluto, forse nell'idea di dover dimostrare chi è il più forte. Noi - assicura Antonio Borelli - siamo andati avanti lo stesso, i nostri voti, nonostante la mole di potere messo in gioco dal presidente della regione, li abbiamo mantenuti, ed una cosa continuo a ripetere ai ragazzi che incontro e che entrano nella Margherita dal giorno della nostra costituzione, una frase di John Clarke che dice: «Gli uomini politici pensano alle future elezioni, gli uomini di Stato alle future generazioni». Adesso non sta a me indicarvi chi siano gli uomini di Stato e chi i semplici politici, ma bisognerebbe provare a chiedere a tutti gli uomini del presidente se hanno pensato ad inserire nelle loro liste dei giovani al di fuori dei soliti noti, o se hanno sviluppato un movimento giovanile. Certo è - conclude - che nella bussola dei calabresi, che il presidente Loiero ha modellato a logo del proprio movimento, oltre ai giovani, manca anche la posizione della città capoluogo della regione, e penso che a questo punto una domanda posso anche lanciarla da queste colonne. Va bene la Calabria ai calabresi, come professava lo slogan elettorale del movimento loieriano, ma quando toccherà, e vi prego senza campanilismi di sorta, anche ai catanzaresi?».




permalink | inviato da il 17/9/2006 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

17 settembre 2006

Corsi e Ricorsi


La politica come non mai ha perso i suio buoni maestri....... e anche quando abbiamo desiderato trovarne di nuovi, l'impresa è risultata ardua se non addirittura impossibile.
Come giovane popolare e ora giovane diellino, sento la necessità di trovare la strada di una giusta politica e di un giusto modo di viverla.
La questione morale della politica, fin dalla fondazione dei GdM della Provincia di Catanzaro, mi è sembrata essere la questione principale.
Con il tempo altre necessità si sono avvicendate, ma ora senza dubbio la prima di tutte è trovare maestri che ci rendano liberi.




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12 gennaio 2006

Catanzaro 23 Dicembre 2005 - i GdM visitano IPM di Catanzaro




I GdM di Catanzaro insieme ai GdM calabresi tutti, tra cui il coordinatore regionale Giovanni Russo, per Cosenza Giovanni Le Fosse ed inoltre i componenti della direzione nazionale Luigi Madeo, Giuseppe Peta abbiamo fatto visita al carcere minorile di Catanzaro.

Una visita piena di importanti risvolti.

Pochi di noi erano mai stati così in stretto contatto con un mondo così lontano ma che poi si è  rivelato così vicino.

Dovete pensare che il carcere minorile di Catanzaro ad oggi è assolutamente insoddisfacente alle necessità dei ragazzi che ospita. Vi sono quindici ragazzi che la domenica possono ben sentire la partita dal vicino stadio di Catanzaro ma che non possono giocare con un pallone perchè manca uno spazio all'aperto che li possa ospitare in questa ma anche in altre attività.

Più che un carcere sembra un cantiere, ma di quelli all'italiana ossia con data di fine lavori sconosciuta.

La cosa più di ogni altra che ho riscontrato è che nessuno dei ragazzi in custodia si aspetta niente.
Sà di essere in balia di un mondo che al di fuori di quelle quattro mura non li vuole.

Noi già dal 24 abbiamo iniziato a pensare come interagire con loro.

Vi daremo migliori notizie nella prossima settimana.

Fare visita a ragazzi disagiati sotto Natale spero che non sia un altro modo per fare notizia e nient'altro.

Speriamo bene.

Antonio Borelli




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12 gennaio 2006

Catanzaro 29 Dicembre 2005 - I GdM incontrano i ragazzi di Don Mimmo Battaglia




Vi scrivo per raccontarvi la storia di un meraviglioso incontro.
Noi giovani DL della provincia di Catanzaro il 29 dicembre ci siamo recati a visitare la comunita' di recupero e reinserimento sociale per tossicodipendenti di Don Mimmo Battaglia.
La comunita' accoglie ragazzi provenienti da tutte le regioni del sud, ragazzi che riconoscono di aver sbagliato e che chiedono aiuto per rinascere. All'incontro anno partecipato alcuni esponenti del nostro partito e per loro la richiesta più frequente e' stata: cosa faremo fuori di qui? se non c'e' lavoro per chi non ha sbagliato, quali speranze di reinserimento abbiamo noi?
I ragazzi di Villa Samuele sono stati schietti e sinceri, umili nel raccontare la loro storia e decisi nel chiedere aiuto.
Don Mimmo con delle bellissime parole li ha esortati al confronto dicendo: "Credere nell'utopia vuol dire lottare sempre perche' l'assurdo non si impadronisca della vita." Vi vogliamo restituire, ha detto ancora, la dignita' ed è per questo che vi esorto ad essere liberi dicendo sempre tutto cio' che pensate.
Dopo l'incontro abbiamo visitato la villa, e i ragazzi ci hanno fatto strada spiegandoci come trascorrono la loro giornata e raccontandoci qualche loro avventura.
Penso che queste iniziative siano molto utili sia per chi pensa di essere stato dimenticato e sia per chi non sa o crede che a nessuno dei suoi cari o amici potra' mai succedere qualcosa del genere.
E un invito a incontrare o a visitare una comunita' lo rivolgo a tutti quelli che caparbi dicono :"Ben gli sta!!Si sono divertiti prima...ed ora..."
Non potete immaginare quanta forza e coraggio ci vuole per cambiare se stessi, per lottare contro le dipendenze del corpo e per chiedere aiuto cercando di recuperare la propria dignita' combattendo contro la diffidenza della societa'.
Fare politica significa ascoltare e cercare di soddisfare i bisogni dei cittadini governando le societa'. Se si vuole fare buona politica non bisogna scordare proprio nessuno!




permalink | inviato da il 12/1/2006 alle 9:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

12 gennaio 2006

Le prime settimane

Cari amici e blogger, 
            scusate per la sospensione della comunicazione sul blog ma sono state tante le iniziative e molti gli incontri a cui abbiamo dovuto dare priorità.
Dall'incontro con i giovani minori dell' Istituto Penale Minorile di Catanzaro diretto da Francesco Pellegrino del 23 Dicembre all'incontro presso la comunità di recupero per tossicodipendenti Villa Samuele guidata da Don Mimmo Battaglia del 29 Dicembre, a tutti gli altri incontri e dibattiti prima dell'assemblea costitutiva tenutasi a Catanzaro il 30 Dicembre.
Adesso si ricomincia e innanzitutto con i resoconti delle varie iniziative.




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15 dicembre 2005

TAKE ONE : IL PETALO CHE SBOCCIA

      




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27 novembre 2005

Al via il movimento dei giovani della Margherita

Al via l'organizzazione del movimento giovanile della Margherita nella provincia di Catanzaro. Su iniziativa del segretario regionale dei giovani Dl Giovanni Russo ed il componente dell'associazione federale Massimo Ciranni è stato formato un coordinamento provvisorio di cui ne sono componenti Giusy Cavallaro, Antonio Borelli , Donato Cosco e Felice Caristo. «Apriamo una nuova fase di insediamento nel territorio catanzarese - commenta Russo - da parte del nostro movimento giovanile. Proveniamo anche in provincia di Catanzaro ad un forte incremento di giovani iscritti al nostro partito, a cui necessariamente solo una struttura ben organizzata può dare le giuste risposte per far si che tali nuove energie siano ben utilizzate. Ora c'è da lavorare nelle scuole, nell'università nell'associazionismo e nel mondo del lavoro. C'è la necessità di ritrovare le ragioni profonde di un impegno riformista.




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